C. Bosco| Rotazione


Sovescio con trifoglio incarnato e veccia

rotazione
In un terreno impoverito da decenni di monocultura, non è possibile ottenere dei buoni risultati senza l'aiuto della natura circostante, senza restituire alla terra la vita che le era stata tolta da anni di prodotti chimici e coltivazione intensiva. Dal 2016 abbiamo iniziato a coltivare secondo il metodo biologico, dedicandoci con passione e diligenza alla policoltura, piantando alberi sulle rive, affidandoci alla rotazione di sementi antiche, agli erbai e alle consociazioni.
La rotazione delle colture consiste nel far seguire ad una determinata specie o varietà una specie diversa, preferibilmente appartenente ad una famiglia botanica diversa. Nei nostri campi, al riso alterniamo miglio, legumi, grano saraceno, soia e cereali vernini al fine di ridurre gli infestanti, arricchire naturalmente il terreno e limitare la presenza di parassiti specifici.
La successione di specie che richiedono lavorazioni differenti, infatti,consente di andare a colpire via via infestanti sempre diverse. Ciò ne riduce la possibilità di produrre seme e quindi di essere presente in gran numero nel ciclo colturale successivo. Consideriamo poi che alcune specie hanno la capacità di arricchire il terreno di determinate sostanze ed altre, invece, si caratterizzano per l'elevato fabbisogno di determinati composti. In questo senso è opportuno aver cura di far succedere a piante generose come le leguminose, che arricchiscono il terreno di azoto, piante avide come il riso che è vorace di questo elemento.
Dell'utilità delle rotazioni colturali parlò Virgilio negli scritti delle Georgiche. Anche durante l'impero romano gli imperatori Diocleziano, Costantino e Teodosio emanarono dei provvedimenti al fine di privilegiare l'esecuzione di tali tecniche colturali con coltivazione di cereali a cui facevano seguito lunghi periodi di riposo e durante l'epoca Medievale, intorno al 1200, la pratica della rotazione colturale faceva già parte degli ordinamenti produttivi aziendali come pratica comune.
Tuttavia dopo il 1960, a causa del passaggio da una coltura polifunzionale più legata al lavoro manuale e animale, ad una monocolturale legata invece alla meccanizzazione e all'utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci, rotazioni e avvicendamenti vennero abbandonati causando un depauperamento della fertilità chimica e biologica del suolo e lo sviluppo di parassiti. Oggi per fortuna molti agricoltori biologici stanno recuperando queste antiche tecniche per contenere in maniera naturale le infestanti e migliorare i terreni sia da un punto di vista fisico che chimico.





ricciolo


Marsilea quadrifolia
Marsilea quadrifolia
Licena
Lycaena dispar
Libellula su soia
Libellula su soia
Fagioli
Fagioli
Cloe nel miglio
Cloe nel miglio
grano saraceno
Grano saraceno